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CF r2 La Via di Manfredi.kmz
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Lunghezza 35 km
Livello E
Dislivello +786 / -246 m
Tempo percorrenza 8 h (soste incluse)
Fondo stradale misto

r III: La Via dei Casali

Il quarto raggio dei Cammini Federiciani è un itinerario poco battuto ed estremamente interessante per le rilevanze paesaggistiche e storiche che comprende, come i numerosi casali medievali presenti nella zona.

Si parte da Molfetta, rinomata grazie al passaggio dei pellegrini diretti verso la Terra Santa durante le Crociate, e di grande rilevanza storica, culturale ed economica sono state nel Medioevo e all'incirca fino al XVIII secolo le sue torri (di avvistamento e supporto delle attività agricole) disseminate nel territorio rurale e costiero.

La vicina Terlizzi fu definita un giglio fiorito fra rovi spinosi ("Terlitium inter spinas lilium") da Federico IIper ringraziare la città per averlo affiancato negli scontri contro il pontefice.

Fino ad entrare nel territorio di Ruvo di Puglia, qui passava la Via Traiana, il suo territorio è molto vasto, si estende fino a toccare l'Alta Murgia ed i sentieri si immergono nel Bosco Scoparella, 300 ettari dominati dalla presenza delle querce roverelle (alcune secolari), ma non solo.. rosa canina, biancospino, asfodeli, asparagi e numerosissime piante officinali a caratterizzare questo bosco parte integrante del territorio del Parco Nazionale Alta Murgia.

Da qui un bivio, il percorso più breve porta al Bosco Cecibizzo, un bosco di pini impiantato negli anni 80 per poi ritrovarsi sui sentieri che portano a Castel del Monte.

Mentre il percorso più lungo prima di giungere alla corona di pietra, porta alla Necropoli di San Magno, dell'eta del bronzo e la chiesetta neviera di San Magno del 1128, dove nel piano inferiore è presente la neviera, una profonda vasca simil piscina la quale in inverno veniva riempita di neve che, ben pressata, si trasformava in ghiaccio. La temperatura interna era costantemente molto bassa ed il sole estivo non riusciva a sciogliere la neve, così i cibi ben ricoperti si potevano conservare tutto l'anno, fino alla successiva stagione delle nevi. Inoltre il ghiaccio veniva anche trasportato nella vicina Terra di Bari, su richiesta dalle famiglie nobili.


Uno dei pellegrini in viaggio per la Terra Santa, Corrado di Baviera, divenne il patrono della città. Il duomo dedicatogli, è situato ai margini dell'antico borgo di Molfetta, di fronte al porto, nelle vicinanze del Torrione Passari, detto "del mare che passa", un elemento della cintura difensiva della città. Lasciando la costa ed addentrandosi nell'agro ci si imbatte nel Pulo, una depressione carsica dove sono stati ritrovati i resti di un villaggio neolitico. Continuando il cammino, ci si ritrova sulla vecchia via per Terlizzi, dove nei pressi, si può visitare Casale Navarino, il luogo è noto per una triste vicenda avvenuta nel luglio del 1749, quando tre uomini, dopo aver chiesto ospitalità all’allora proprietario del casale, l’abate Gadaleta, lo derubarono di tutti i suoi averi. I ladri furono in seguito catturati e, per disposizione di Carlo III, furono fatti impiccare su tre alberi di ulivo all’interno del podere di Navarino.



La Torre dell'Orologio è il simbolo della città di Terlizzi, possente e ultima testimonianza dell'antico Castello Normanno, dall'alto dei suoi 31 metri, domina tutto lo scenario circostante e mostra sulla facciata orientale il maestoso orologio che con un diametro di 3.45 metri trova pochi eguali in tutta Europa.

Da qui inizia la tappa più breve dei nostri cammini. Arriva a Ruvo di Puglia che all'epoca dell'impero romano era municipium e stazione della Via Traiana. Il luogo principale da visitare, è la sua Cattedrale.



Venne costruita tra il XII e XIII secolo su rovine di più antichi edifici romani. La chiesa in stile romanico è tutt'oggi uno degli esempi più significativi di questa regione, inquietante e unica con la sua particolare facciata, molto slanciata rispetto agli schemi architettonici dello stesso periodo. Nel lato meridionale è possibile vedere una testa coronata, quasi sicuramente di Federico II di Svevia.

Dopo aver lasciato la città, si attraversa il Bosco Scoparello lungo sentieri boschivi e attraversando il Ponte dell'Aquedotto Pugliese sbucando nella lama in cui è situato lo Jazzo del Demonio e la sua maestosa quercia secolare. Il suo nome è dovuto ad una leggendaDa qui il bivio, il percorso più breve passa attraverso il Bosco Cecibizzo, il percorso più lungo, passa dalla Necropoli di San Magno, e la chiesetta neviera.


Il più affascinante dei castelli costruiti da Federico II. 

Sorge improvviso, isolato, enigmatico, su un’altura delle Murge, da dove si domina un panorama vastissimo. La forma e la posizione lo rendono una presenza imponente e vagamente inquietante. Si potrebbe definire un affascinante teorema di pietraL'unico documento in cui si parla del castello è una lettera inviata da Gubbio, nel gennaio 1240, dall'imperatore svevo Federico II al giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, ci parla di lavori di copertura da eseguire in relazione al «castro quod apud Sanctam Mariam de Monte»

 




OCCORRENTE E ZAINO:

Acqua almeno 1,5 l insieme alla colazione; calzettoni di ricambio; maglia di ricambio

Consigliabile indossare abbigliamento adatto a escursionismo: scarpe da trekking possibilmente idrorepellenti e pantaloni lunghi in tessuto tecnico. Maglia leggera e micropile più giacca a vento e antipioggia. Cappello in pile.

L'ESCURSIONE GUIDATA E' RISERVATA AI SOCI

15 € Quota Iscrizione e Assicurazione

(comprensiva di affiliazione UISP)

Ogni nuovo tesserato riceverà in omaggio con la tessera la maglia dei Cammini Federiciani