Ferula Communis

Appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Uno dei simboli dell'Alta Murgia, i camminatori non possono non notarla, alta, a fusto dritto, dai gialli fiori ombrelliformi, viene spesso usata come bastone dagli stessi.

Se ne possono trovare esemplari alti anche più di 2 metri

Curiosità e leggende su di lei non mancano :)

I fusti fioriferi vengono raccolti in estate quando sono ormai sfioriti e, privati delle ombrelle, dopo l'essiccatura, vengono usati per lavori di artigianato, ad esempio i tipici sgabelli a forma di cubo detti "furrizzuoli" o "furrizzi" (Sicilia centrale), molto resistenti e leggerissimi. In Puglia gli sgabelli li chiamano "freddizza", sul Gargano " furrizza".

Venivano utilizzate quali traverse per appendere le foglie di tabacco a essiccare.

Inoltre sulle radici di questa pianta cresce il fungo Pleurotus eryngii var. ferulae, ricercatissimo e molto apprezzato in cucina.

Il Silfio, una pianta estinta appartenuta probabilmente al genere Ferula

Cresceva in Cirenaica (attuale Libia).

Essa rappresentava un tempo la maggiore risorsa commerciale dell'antica città di Cirene per il suo utilizzo come spezia e medicinale. La pianta era così importante per l'economia cirenaica che divenne il simbolo della città ed era rappresentata in molte delle sue monete.

Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio Apollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mediterranee; i Romani la consideravano "valere il suo peso in denarii."

Il prodotto di valore era una resina ricavata dalla pianta. Veniva raccolta in maniera simile alla Ferula assafoetida, una pianta con proprietà simili al silfio, tanto che i Romani, compreso il geografo Strabone, usavano la stessa parola per descrivere entrambe.