Lunghezza  27 km
Livello difficoltà E - Medio
Dislivello +456 / -375 m
Tempo percorrenza 8 h (soste incluse)
Fondo stradale sterrati, lama, carrarecce

Tappa: Poggiorsini - Castel del Monte (scorciatoia)

Poggiorsini si affaccia sulla Basilicata, le colline della Vallone del torrente Roviniero sono come un dipinto, si vede anche il castello solitario, Monteserico. Lasciamo il paese più piccolo del cammino e percorriamo la pista ciclabile che ci porta alla stazione e da qui uno sterrato raggiunge la Rocca del Garagnone, definito castello invisibile, (perché abilmente costruito su di uno sperone roccioso e da materiali provenienti dall'altura).


Dalla sua vetta lo sguardo spazia per chilometri nella variopinta Fossa Bradanica, una valle nella quale affiorano depositi in prevalenza argillosi e dove scorrono i torrenti Basentello e Roviniero. 

Qui ci troviamo al centro di una rete castellare a controllo del territorio murgiano, frontalmente visibile su di una collina c'è Monteserico, il castello solitario, e alle nostre spalle, il Castel del Monte, luogo di arrivo di questo cammino. Dopo aver lasciato il silenzioso e panoramico Garagnone ci addentriamo in una sinuosa lama che “sfocia” ad un lungo sterrato in leggera salita che termina a Torre Diperata (686 metri), il punto più alto dell'altopiano dell'Alta Murgia.

Da qui un bivio, giriamo a destra, il percorso si fa gradualmente in discesa ed eccolo che appare sullo sfondo! 

Affascinante e misterioso. La "corona di pietra" dalla forma ottagonale. Isolato su un’altura delle Murge, da dove si domina un panorama vastissimo. Una forma e posizione imponente e inquietante.

La discesa continua lungo viali alberati fino a Torre di Nebbia.

Ci colleghiamo ad una strada asfaltata e poi un caratteristico sentiero sulla sinistra che attraversa casedde e pagliari, ci permette di arrivare ai piedi del castello.

Il più affascinante dei castelli costruiti da Federico II

 

Sorge improvviso, isolato, enigmatico, su un’altura delle Murge, da dove si domina un panorama vastissimo. La forma e la posizione lo rendono una presenza imponente e vagamente inquietante. Si potrebbe definire un affascinante teorema di pietraL'unico documento in cui si parla del castello è una lettera inviata da Gubbio, nel gennaio 1240, dall'imperatore svevo Federico II al giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, ci parla di lavori di copertura da eseguire in relazione al «castro quod apud Sanctam Mariam de Monte»




Soste e Alloggi sul cammino